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Per chi
- Scuole di ogni ordine e grado
- Biblioteche pubbliche e scolastiche
- Musei, archivi, centri culturali
- Associazioni educative e culturali
Museo Remiero · Limite sull'Arno
Uno scaffale narrativo a forma di timone di un navicello fluviale del Settecento. Cinque ripiani, venticinque libri, una metafora che naviga.
Le barche
Ogni barca è un allestimento dello scaffale-timone, con la sua selezione di 25 libri, le sue foto, i suoi video, la sua narrazione. Clicca per entrare.
Il progetto
"Una barca di libri" è uno scaffale narrativo realizzato in legno che rappresenta un timone di un navicello fluviale dell'Arno del XVIII secolo, trasformato in scaffale composto da cinque ripiani, capace di accogliere un massimo di 25 libri.
L'installazione permette vari utilizzi: alcuni più prettamente legati alla sfera educativa, ad esempio nelle esperienze di orientamento formativo con al centro il libro e la lettura; altri decisamente finalizzati a mettere in evidenza come il libro e le proprie scelte di lettura siano in grado di rappresentarci, di rappresentare ciascun individuo nella sua più autentica e intima dimensione interiore.
Il senso della potenzialità narrativa dello scaffale è dato dall'utilizzo delle metafore che la barca permette di evocare. Il progetto rappresenta anche una proposta in ambito MAB: iniziative di integrazione tra gli istituti della memoria — Musei, Archivi, Biblioteche.
Nell'ambito di laboratori, lo scaffale ha lo scopo di materializzare lo sfondo educativo come metodologia didattica, creando una cornice narrativa, spaziale e relazionale organizzata per dare senso all'attività con al centro l'uso del libro. Una delle azioni principali può essere quella di incontrare un autore che presenta la propria opera letteraria mettendola in relazione con altri libri.
Per scuole · biblioteche · istituzioni
Lo scaffale-timone in legno è disponibile per esperienze educative in scuole, biblioteche, musei e istituzioni culturali. Allestimento, curatela dei libri, laboratori e accompagnamento — costruiamo un percorso su misura per il tuo spazio.
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Centro di Sperimentazione Educativa "maestra Paola Tomassini"
Museo Remiero · Limite sull'Arno (FI)
Il racconto
Ilibri si possono trovare in libreria, a scuola, negli zaini, nelle biblioteche, sugli scaffali di casa, impilati da qualsiasi parte, per terra, sui tavoli. Trovi libri negli scatoloni e nei pacchi, quando li spediscono; li trovi anche in tipografia mentre li stanno stampando, rilegando e confezionando. I libri li trovi in mano ai lettori mentre li leggono, perfino sotto le gambe di un tavolo sghembo per raddrizzarlo. I libri li trovi davvero in tutti questi posti qui — mai sentito di libri in una barca.
Ma c'era proprio bisogno di occupare una barca con dei libri? Una barca si usa per navigare da un posto all'altro: nel fiume, nel mare, nell'aria — se è una barca volante — non ha senso riempirla di libri. Nemmeno se è una barca sbandata, tirata a terra. E anche se fosse, qual è il motivo? Sai dirmi per quale motivo?
Sentiamo, quanti libri ci possono stare in una barca? Alla parola barca, nome generico, si associa un'imbarcazione di piccole dimensioni; ne ho in mente una esposta al Museo Remiero di Limite sull'Arno: misura due metri e mezzo, dalla poppa alla prua. Credo che in una barca del genere più di cento libri non possano entrare, se pretendiamo di metterli in bella vista. Cento libri non sono molti — questa è una buona notizia per tutto quello di difficile che questa barca di libri può rappresentare.
Non si piglia vento alla vela
senza licenza del nocchiero.
Ho detto di Limite sull'Arno perché ci sono nato, ci vivo. Il paese sull'Arno dove si facevano le barche da fiume, barchetti e navicelli; a settantacinque chilometri dalla costa si facevano barche da mare: brigantini, golette e gozzi. Da lavoro, da diporto e per la Marina Militare. Barche di legno. Chi costruisce navi mai farebbe altro nella vita.
Essere tutti sulla stessa barca. Un modo per ricordare di fare attenzione a non compiere azioni sciocche, che non tengono conto del fatto che l'azione di ciascuno ha un effetto anche sugli altri; in breve, può essere considerato un invito a cooperare, a collaborare, ad esempio remando tutti nella stessa direzione.
Non giudicar la nave stando a terra. Facile sparare giudizi stando sulla terra ferma, guardando le navi che stanno navigando. Alla fine, per poter dare giudizi bisogna proprio leggerli, questi libri. Allora questa barca di libri è un invito a prendere il mare, ad essere coinvolti, a starci insieme a questi libri prima di giudicare se conviene o non conviene aprirli e provare a leggerli.
Non c'è mai vento favorevole
per chi non sa dove andare.
I libri hanno bisogno dei lettori, di tanti lettori diversi: quando si legge, libri e lettori diventano protagonisti di un nuovo racconto, di una nuova esperienza, ognuno la sua. È necessario allora ricordare molto bene che infin che il vento è in poppa bisogna saper navigare.
Una barca di libri — in questa barca di libri, che libri ci stanno dentro proprio a questa barca di libri? Forse è anche questo il cooperare: l'insieme che ogni volta si ricrea riempiendo la barca. Ad ogni vento associare un tema, un obiettivo.
È una buona idea, andate avanti.
Tobia